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Cupulolitiasi e Canalolitiasi, Vertigini Posizionali, Sintomi e Cause.

Cupulolitiasi e Canalolitiasi cause e rimedi
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Cupulolitiasi e Canalolitiasi, note anche come vertigini posizionali, sono un disturbo meccanico dall’orecchio interno, causato dal distacco di microscopici sassolini, vale a dire di piccoli cristalli di carbonato di calcio, che si accumulano sulla cupola di un canale semicircolare, contribuendo a renderla particolarmente sensibile a fronte di stimoli di tipo gravitazionale.

Vertigine parossistica posizionaleTra le malattie del sistema vestibolare, derivanti quasi sicuramente dalla degenerazione dei micro-cristalli presenti nei liquidi labirintici, le cupolo-canalolitasi (Vertigini Parossistiche Posizionali Benigne – VPPB) sono alcune di quelle che colpiscono pazienti di ogni età.
C’è da dire, però, che oltrepassata la soglia dei 60 anni, i casi si fanno più frequenti.

Dopo aver visto che cos’è, accenniamo dapprima alle cause e poi ai sintomi: questa malattia presenta cause sconosciute.

Tuttavia sono alte le probabilità in cui vengono individuate situazioni determinanti, come malattie circolatorie e virali, oltre che traumi cranici. All’origine della sintomatologia, con ogni probabilità vi sarebbe il movimento dei micro-cristalli e l’anomalia della posizione.

Cupolitiasi cause e sintomi

In linea di massima, la cupololitiasi tende a presentarsi con i seguenti sintomi:

  • Vertigini Rotatorie piuttosto forti e di breve durata: si va da pochi secondi ad un paio di minuti.
  • A scatenarle è in primo luogo il movimento del capo, del collo e del tronco.
  • Nei dettagli, vomito, nausea e tachicardia di breve durata accompagnano non di rado la cupololitiasi.

Da cosa può essere provocata ulteriormente questa vertigine parossistica benigna?

Indubbiamente, una situazione di forte stress, specie se prolungata, svariate tipologie di infezioni, incidenti e traumi cranici hanno una certa rilevanza sul disturbo in questione.

Quindi, la diagnosi risulta basata sulla classica descrizione dei sintomi, agevolata però da svariate azioni diagnostiche.

Il medico di turno, infatti, nella maggior parte dei casi richiede che vengano effettuati esami specifici, come ad esempio:

  • la risonanza magnetica encefalica,
  • la radiografia rachide cervicale,
  • l’eco doppler vasi epiaortici
  • i test ematochimici.

L’obiettivo è quello di eseguire accurate misurazioni che hanno per protagonista la pressione arteriosa, al fine di poter escludere con certezza la sussistenza di patologie concomitanti.

Quand’è in definitiva che insorge la patologia?

Tendenzialmente, nel momento in cui si assume una particolare posizione con il capo: la rotazione da un lato o l’estensione della testa sono quelle più frequenti.

Perciò, massima attenzione ai movimenti effettuati

  • quando ci si allaccia le scarpe
  • quando ci si corica nel letto
  • quando ci si alza a prima mattina
  • quando ci si gira e rigira tra le coperte, in quanto impossibilitati a prendere sonno.

Cupololitiasi e alimentazione

Al fine di ridurre drasticamente la percezione delle vertigini, è scelta saggia seguire un’alimentazione ad hoc.

Cambiare le abitudini alimentari, andandole a migliorare, idratare il proprio organismo si rivelano mosse vincenti per contrastare in maniera efficace eventuali problemi.

carenza vitamina b CupololitiasiNello specifico, colmare possibili deficit di vitamina B è il primo passo da tenere in considerazione. Le vertigini spesso sono associate alla carenza di vitamina B.

Procedere alla regolazione della curva glicemica, inoltre, si rivela un fattore decisamente determinante.

Lo stesso dicasi per ciò che concerne i miglioramenti che hanno la pressione arteriosa come principale protagonista: non è un caso se i valori di quest’ultima, nel momento in cui appaiono o troppo alti o troppo bassi, danno luogo ad un aumento di probabilità di comparsa delle vertigini.

Anche la scarsa idratazione rientra tra le cause della cupololitiasi. Bevendo ad intervalli irregolari, i muscoli finiscono inevitabilmente per irrigidirsi. Al fine di allontanare le vertigini, migliorare l’idratazione è doveroso.

Anche come dormire su un fianco, si rivela un accorgimento utile per limitare la percezione di questa tipologia di vertigine parossistica benigna.

Manovra di dix hallpike

Manovra di dix hallpike

Molto in uso sia per allontanare il problema della vertigine parossistica posizionale che come terapia liberatoria della labirintolitiasi. Lo scopo principale della manovra di dix hallpike ruota tutto attorno all’evocazione del nistagmo, causato da vertigine posizionale parossistica.

Per la preparazione, serve un lettino, dove far sedere il paziente che dovrà avere la possibilità di estendere il collo, senza far poggiare il capo sul lettino;

fondamentale anche la presenza di una scodella, a fronte di situazioni di vomito, e di un assistente che avrà il delicato compito di evitare cadute del paziente, nel caso di comparsa delle vertigini.

  1. Il paziente va fatto sedere e occorre fargli ruotare il capo a 45 gradi sul lato destro.
  2. Subito dopo, il paziente va fatto sdraiare, facendogli tenere il collo esteso all’indietro di quasi 20 gradi. La rotazione di 45 gradi sul lato destro deve essere sempre mantenuta.
  3. Dopo aver portato a termine la manovra per il vestibolo destro, sarà opportuno procedere con quella per il vestibolo sinistro che risulterà analoga in ogni dettaglio.
  4. A questo punto, occorrerà monitorare lo sguardo del paziente per quasi un minuto e riscontrare nell’eventualità i nistagmi che, in linea di massima, durano pochi istanti.
  5. Dopo aver fatto sedere nuovamente il paziente, che dovrà sempre ruotare la testa a 45 gradi, urgerà osservare nuovamente il suo sguardo.
  6. Si riscontra un caso di vertigine posizionale parossistica benigna, nel momento in cui il nistagmo risulta evocabile dopo un lasso di tempo di latenza che si attesta su un intervallo compreso tra 5 e 10 secondi. Il nistagmo è di natura rotatoria o rotatoria orizzontale diretta verso l’orecchio che di complicazioni non ne presenta alcuna.

Se non si riscontra né il periodo di latenza, né tanto meno quel nistagmo tipicamente verticale, si può escludere una causa centrale.

Manovra di Semont da soli

Manovra di Semont

Otoliti Manovra Liberatoria:

Per liberare i canali dagli otoliti, molto nota è la manovra di Semont, ideata da un medico e fisioterapista francese nel 1980.

Nel corso di una visita di un paziente che accusava vertigini, i cui disturbi tendevano a mutare di intensità in relazione ai movimenti del capo, il medico francese riscontrò come una vertigine maggiormente intensa rispetto alla media, avesse fatto cadere il suo paziente su un lato.

Come era possibile, tenendo conto del fatto che costui era seduto sul lettino presente nello studio?

Notando che il paziente si sentiva meglio e che era clinicamente guarito, Alain Semont giunse alla conclusione che un movimento, se brusco e laterale, potesse riportare il materiale otolitico, causa primaria di questa vertigine parossistica posizionale benigna, nella posizione ideale.

La manovra di Semont oggi la si fa da soli ed è in grado di risolvere il disturbo o quanto meno di migliorare sensibilmente le condizioni del diretto interessato.

Sassolini orecchio

Spesso, i giramenti di testa a letto dipendono dagli otoliti, vale a dire i sassolini nell’orecchio. Onde evitare disturbi come le già citate vertigini, capogiri oltre a fastidiosissime otiti, labirintiti e sinusiti, manovre liberatorie possono rivelarsi la soluzione adatta per venirne a capo.

Denominatore comune delle manovre liberatorie, in grado di garantire la risoluzione del problema dei sassolini nell’orecchio, sono i rapidi movimenti che coinvolgono testa e corpo.

Vengono fatti fare da un medico e se vanno a buon fine, comportano la fuoriuscita degli otoliti.

Vertigine parossistica posizionale benigna esercizi

Per migliorare le vertigini, gli esercizi di respirazione sono sempre un must.

Chi soffre di vertigini quasi sempre presenta come tratto distintivo un respiro corto e superficiale, in alcune casistiche addirittura a limite dell’iperventilazione.

Quest’ultima è dovuta all’alcalosi respiratoria, contraddistinta dalla diminuzione della presenza di anidride carbonica nel sangue.

Se il respiro si fa più corto, conseguentemente si registra un irrigidimento dei muscoli del collo. Tenendo conto del fatto che in media si respira tra le 12.000 e le 15.000 volte al giorno, la sollecitazione a cui si va incontro è a tutti gli effetti cronica.

Respirare ogni sera per 10 minuti nella maniera più lenta possibile rientra di diritto tra i più completi esercizi per contrastare i disturbi della vertigine parossistica posizionale benigna.