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Manutenzione Impianto Antincendio, Normativa uni.

norme uni antincendio
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La manutenzione di un impianto antincendio è incentrata su tutta una serie di approfonditi controlli e di accurate verifiche, la cui mission di fondo consiste nell’avere una struttura perfettamente funzionante ed in grado di esprimere prestazioni all’insegna della massima efficienza.

Gli interventi sulle varie apparecchiature, a tal proposito, servono per risolvere tutta una serie di problematiche di una certa priorità.

Perciò, i responsabili degli impianti tecnici di un’azienda non solo non possono permettersi il lusso di perdere tempo, ma devono controllare che tutte le verifiche del caso vengano portate a termine nell’assoluto rispetto delle leggi applicabili.

Per approfondire il tema, intendiamo segnalare alcune norme antincendio meritevoli di attenzione

UNI 9994-1

La norma UNI 9994-1 si rivolge a personale e ad aziende. Gli estintori vengono considerati a tutti gli effetti come strumenti di protezione per antonomasia dei locali, a fronte di incendio. Tocca ad un’azienda specializzata in manutenzione ed installazione degli estintori l’inserimento degli stessi all’interno dell’ambiente di lavoro e spiegare all’incaricato addetto alla sorveglianza tutto ciò che occorre sapere in relazione allo stato generale dell’estintore.

Nell’azienda, occorre nominare poi un manutentore che, a seguito della formazione necessaria, si occupi di controllare periodicamente l’estintore. Per questioni di convenienza, nelle aziende il suddetto ruolo è ricoperto da personale già ampiamente formato in rapporto all’utilizzo di attrezzature e di strumentazione tecnica e di procedure attinenti, vista la delicatezza del ruolo. In funzione di quanto sancito nella regolamentazione, tocca a costui supervisionare il corretto funzionamento dell’estintore e predisporre tutte le misure di sicurezza necessarie nell’ottica della sicurezza antincendio dell’intero complesso.

Manutenzione Impianto Antincendio

Sempre in questa normativa antincendio vengono classificati gli estintori. Le tipologie più comuni sono pertanto le suddette.

In base al peso, si considerano gli estintori carrellati e gli estintori portatili. I primi sono su ruote. Possono essere trasportati senza particolari intoppi, per poi essere utilizzati a mano. La loro massa è superiore a 20 kg. I secondi, invece, sono più leggeri (massimo 20 kg) e ancora più comodi da trasportare e da azionare.

In riferimento all’agente estinguente, gli estintori possono essere catalogati in estintori ad idrocarburi idrogenati, estintori a CO2 (biossido di carbonio), estintori a schiuma, estintori a base d’acqua, estintori ad idrocarburi alogenati ed estintori a polvere.
Ritornando al discorso circa la manutenzione, ai sensi di quanto viene indicato all’interno della norma UNI 9994-1, si prescrive il controllo iniziale, la sorveglianza, il monitoraggio periodico, la revisione pianificata ed il collaudo finale. Operazioni queste il cui fine primario è quello di far sì che l’efficienza sia sempre ai massimi livelli e che non ci siano troppi problemi a fronte di un incendio. Il discorso in questione è di tipo generale e risulta valevole sia per la manutenzione di tipo ordinario che per quella di natura straordinaria.

Presentiamo ora in rapida carrellata tutto quello che avviene nei vari step.

1. Controllo

L’azienda incaricata di effettuare la manutenzione deve accertarsi che l’estintore sia semplice da gestire e che le marcature siano visibili in maniera chiara. Ove previsto, non deve mancare il libretto di manutenzione. Lo stesso dicasi per la lista completa dei controlli periodici effettuati in precedenza.

Cosa succede se uno di questi documenti (o anche un numero plurimo) manca? Chi è incaricato di portare a termine la manutenzione ha il compito di fare la segnalazione e di comunicare al responsabile di turno la mancata rilevazione di conformità.

Il datore di lavoro va sempre e comunque informato. Al tempo stesso, in questo monitoraggio, è bene che i supporti siano integri, che vi sia un cartello che segnali la presenza dell’estintore, che non vi siano ostacoli per raggiungerlo, che non venga collocato sul pavimento, che non ci sia stata alcuna manomissione (il sigillo apposito ha il compito di evitare azionamenti casuali). Infine, l’indicatore a pressione deve essere sempre nel campo verde.

2. Revisione pianificata

Trattasi del registro manutenzione impianti antincendio. A cambiare è la periodicità massima, sulla base della tipologia di estintore in uso. Per i modelli a polvere, la revisione pianificata va ultimata entro 36 mesi.

I tempi salgono a 60 mesi per gli estintori a CO2. Qui conta solo che lo stato versi in buone condizioni. Per gli estintori ad idrocarburi alogenati, la periodicità massima ammonta a 72 mesi. Per gli estintori a base d’acqua, infine, occorre fare un distinguo: 48 mesi se il serbatoio è in lega di alluminio o in alternativa in acciaio inox; 24 mesi, invece, se il serbatoio è in acciaio ed il contenuto è rappresentato da agente estinguente premiscelato o da acqua e additivi nella cartuccia.

I controlli da porre a termine in questa seconda fase sono grosso modo gli stessi: verifica interna, controllo funzionale di ogni singola parte, verifica della correttezza del passaggio del gas e dell’agente estinguente, analisi del tubo pescante, dei flessibili, degli ugelli, delle ruote, dell’assale. A fronte della presenza di incrostazioni, di micro-particelle di sporcizia e di occlusioni che minano di fatto il corretto funzionamento dell’estintore, la revisione programmata prevede anche un’oculata pulizia. Se vi sono parti danneggiate, come le guarnizioni e la valvola erogatrice, occorre per forza di cose procedere alla loro sostituzione.

3. Registro dei controlli

Il registro delle verifiche deve essere inevitabilmente sempre aggiornato, per il semplice motivo che a prevederlo è la normativa vigente. Tutto questo nell’ottica dei possibili controlli operati da parte del Comando dei Vigili del Fuoco e degli altri organi di controllo.

4. Marcatura

La marcatura presente sull’estintore deve essere leggibile e visibile anche a distanza. Per il suddetto motivo, lo sfondo utilizzato per la marcatura è di una tonalità contrastante con il rosso della superficie. Sono 5 gli step della marcatura ed indicano rispettivamente la rimozione del dispositivo di sicurezza ai fini del corretto azionamento, la pressione del cursore, la pressione del grilletto, le avvertenze ed infine il fabbricante.

Approfondimenti sulle norme uni antincendio

Nei posti di lavoro, la sicurezza è un aspetto fondamentale. Oggigiorno sono sempre di più le aziende che ne fanno un cavallo di battaglia. L’incolumità dei lavoratori va sempre preservata. Lo stesso dicasi per la prevenzione degli incendi. Urge prendere le giuste contromisure, al fine di evitare problemi. I criteri, chiari e definiti all’interno delle norme uni antincendio si prepongono l’obiettivo primario di evitare che sorgano incendi, che i danni siano ridotti al minimo in presenza del problema, che le situazioni di emergenza vengano gestite al meglio senza che i lavoratori vadano nel panico, che i controlli di estintori, impianti e strutture antincendio funzionino e che vengano eseguiti in maniera certosina.

Scala degli estintori

Se ad essere scelto all’interno di un contesto lavorativo sia un estintore carrellato o piuttosto un modello portatile, tutto dipende dalla classe di incendio del contesto e dalla soglia di rischio dell’ambiente. La superficie e il numero dei piani, di fatto, si rivelano determinanti per il modello di estintore da adottare. Infine, senza scendere nei tecnicismi, ci limitiamo a dire che la distanza ideale da percorrere per raggiungere in tutta agevolezza l’estintore, ammonta a 30 metri.

Conclusioni

Un’accurata manutenzione impianto antincendio consente di salvaguardare quanto investito in relazione agli impianti di sicurezza, sia per ciò che concerne la security che la safety. Ecco perché non occorre procrastinarla.
Inoltre, la formazione in materia di sicurezza antincendio è sempre più importante. E molte aziende lo sanno.