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Antincendio

Codice di Prevenzione Incendi, dm 03.08.2015

Codice di Prevenzione Incendi
Codice di Prevenzione Incendi, dm 03.08.2015
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Esiste un detto che dice che è meglio prevenire che curare, ed è sicuramente veritiero, soprattutto se parliamo di eventi distruttivi così come possono essere gli incendi, sua per quanto riguarda gli edifici, ma anche per i danni che questi portano alle persone.

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Il decreto in questione si applica a diversi ambienti di natura pubblica, che sono i seguenti:

  • La prevenzione di questi fenomeni all’interno di uffici.
  • Tecniche di prevenzione che riguardano strutture turistiche ed alberghiere.
  • Tecniche e norme per attività di autorimessa.
  • Tecniche e norme per edifici di natura scolastica.
  • Tecniche e norme per gli esercizi di vendita che abbiano una superficie di utilizzo che sia superiore ai quattrocento metri quadrati, conteggiando anche i magazzini ed ulteriori ambienti di servizio.
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Queste vengono stabilite tramite decreto dal ministero dell’interno, con i ministri, in collaborazione con i tecnici scientifici per la prevenzione degli incendi. Queste decisioni vengono definite sulla base di presupposti che possono verificarsi in determinati ambienti che tengono conto è specificano i determinati fattori elencati di seguito:

Limitare il rischio di incendi ed esplosioni, attraverso l’attuazione di strategie anti fiamma e l’installazione di impianti idrici a muro e a soffitto, nonché l’installazione in punti strategici degli estintori, nella loro tipologia, in base al loro possibile utilizzo, ad esempio su impianti elettrici, tessuti etc. Così da eliminare e riuscire ad intervenire in caso di incendio nel minor tempo possibile, così da limitarne i danni al minimo.

Creare le condizioni di esodo dalla struttura, creando le giuste viene e corridoi, così da permettere l’uscita dalla struttura nel minor tempo possibile. Applicando le giuste indicazioni nei vari corridoi, così da ridurre al minimo il tempo di uscita.

Condizioni particolari vengono poi stabilite per strutture aventi beni culturali, questi vengono protetti attraverso strutture in vetro anti fiamma per proteggerne l’integrità. Queste vengono stabilite insieme al ministero per la protezione dei beni culturali.

Queste non possono essere applicate in maniera autonoma, ma si necessita dell’intervento di personale qualificato, che abbia fatto un corso di specializzazione con il rilascio di licenza, nell’applicazione delle norme antincendio vigenti. I punti che questi devono essere tenuti in considerazione secondo il decreto, si riassumono nei seguenti punti.

Applicare la semplicità, difatti a parità di rischio si dovrà disporre la soluzione più pratica, che permetta meno lavoro e meno manutenzione futura.
Applicare la flessibilità, essere disposti a cambiare i progetti, in conformità anche delle esigenze del costruttore della struttura o del servizio che questo deve garantire.

Cercare di standardizzare i progetti, per quanto possibile renderli tutti il più simile possibile alle norme vigenti a livello internazionale, così che si possa inglobare lo stesso sistema di sicurezza, applicabile facilmente da qualsiasi individuo.

Applicare gli aggiornamenti, difatti la tecnologia porta a migliorie e saperle applicare e mantenersi aggiornati, porta a risultati più efficienti e meno complicati, oltre che ad una funzionalità e una sicurezza migliore.

Il codice prevede che il professionista di settore, potrà anche applicare la propria esperienza di lavoro, appresa durante altre fasi di lavoro, così da riuscire a prevenire eventuali problematiche già affrontate, o proporre soluzioni già trovate funzionanti.

Cosa si intende con il termine codice di prevenzione

Con questo documento si intendono tutte le normative di applicazione per prevenire l’insorgenza di questi fenomeni. Questo documento è stato semplificato per renderlo maggiormente pratico e comprensibile. Questo per creare diversi vantaggi, come avere un testo di natura unica che semplificasse le regole per varie situazioni. Essere meno tecnici nelle spiegazioni e renderle più pratiche, sulle azioni da compiere. Attuare regole che possono essere applicate con facilità e non troppo restrittive, mantenendo comunque la sicurezza ad un parametro elevato. Fare sì che le normative contenute nel documento riguardino solo il campo dell’antincendio.

Questo a permesso al nostro paese di diventare più moderno nell’applicazione delle regole che si basavano su un sistema ormai antiquato di oltre quarant’anni fa, e di adeguarlo alle norme dell’Europa, che ormai erano molto più sviluppate. Difatti permettono di essere applicate in innumerevoli contesti simili, senza essere stravolte.

Cosa permette di raggiungere a livello di obbiettivi

Di solito l’incendio di una struttura parte da un preciso punto in cui questo si innesca. La sola eccezione riguarda gli incendi di natura dolosa, terroristica etc.
Il rischio di innesco in un’attività, non può essere nullo, ma ci sarà sempre una possibilità che questo si verifichi. Attraverso però delle misure di antincendio è possibile ridurre queste probabilità al minimo.

Le varie strutture, attraverso questo codice vengono catalogate in livelli di prestazione, che partono da un grado uno, andando via via per ordine crescente. Questa tiene conto dei seguenti fattori per stabilirne il grado di resistenza:
Resistenza alle fiamme. Parametro che tiene conto della struttura, definendo la sua resistenza al fuoco, quantificandone il tempo prima che questa collassi o per quanto tempo, degli individui, possano rimanere al suo interno prima di riceverne dei danni. Questa viene calcolata già in base di costruzione delle strutture.

L’esodo dell’edificio. Il nuovo decreto permette di avere un numero di vie di esodo inferiore e più efficace rispetto al precedente regolamento, aumentando il valore della resistenza della struttura.

Per un edificio di secondo livello, con zone non affollate, ed una dimensione minore o uguale a quattromila metri quadrati, viene garantita la protezione con i soli estintori, senza bisogno di impianto idrico.
Durante le fasi di progettazione di un edificio si tiene conto di tutti questi fattori, che attribuiranno alle modifiche della costruzione dello stesso.

Benefici che questo comporta

Questo porta a standardizzare il comportamento delle norme antincendio ad una qualunque struttura. Questo porta a ragionare sulla struttura ancor prima che questa venga costruita così da prevenire ed evitare i problemi legati alla formazione e alla gestione degli incendi. Questo riesce a portare anche ad una maggiore flessibilità di applicazione delle norme, fornendo un grado di libertà maggiore nell’applicazione delle stesse.

E dunque importantissimo applicare questo codice in materia di sicurezza ed affidarsi agli esperti di settore che ci aiuteranno in ogni suo punto. Bisogna dunque assolutamente evitare di applicare le proprie idee, visto che la sicurezza è un aspetto fondamentale, perché ne vale della salute e sicurezza delle persone stesse e dei beni che possono esserne coinvolti.

Il decreto è sempre in continua evoluzione con nuovi emendamenti che vengono emessi, con la scoperta di nuovi materiali di costruzione che resistono sempre meglio alle fiamme. Questo si applica anche ai vecchi edifici, che devono essere aggiornati anch’essi il più possibile alle nuove normative. Ovviamente a questi non si potrà applicare ogni aspetto, vista la costruzione più antiquata è fatta con le vecchie normative.

Molto importante secondo il codice è che anche il personale di un eventuale struttura, sia debitamente preparato nella gestione dell’emergenza durante un eventuale esodo e che sappia utilizzare i mezzi spegni fiamma come idranti ed estintori. Ci deve essere un numero sufficiente che sia adatto al numero di persone che la utilizzano, che non devono essere necessariamente tutte. Ovvio è che più persone hanno le competenze, più le emergenze possono essere gestite con maggiore efficacia e sicurezza.