RSPP: Responsabile servizio prevenzione e protezione?

Responsabile della sicurezza sul lavoro / cantiere edile

 

Responsabile servizio prevenzione e protezione. Per capire meglio le caratteristiche di questa figura è necessario allargare lo sguardo sul panorama generale della sicurezza sul lavoro. Le norme in materia di sicurezza sul lavoro hanno subito importanti variazioni negli ultimi anni. In poco meno di dieci anni si è passati da un quadro generale e poco definito a una vera e propria struttura legislativa, che ha visto il suo culmine con il varo del Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008, ad oggi il punto di riferimento principale per la sicurezza sul lavoro in Italia.

Il decreto legislativo in questione ha armonizzato la normativa precedente, apportando alcune importanti innovazioni, come per esempio l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio, il controllo costante delle misure di prevenzione messe in atto, l’elaborazione di una strategia aziendale completa.

Nell’ottica di un coinvolgimento completo degli attori aziendali è stata disciplinata la figura del RSPP, che era stata introdotta per la prima volta nel 1994.

Sulla base della Legge 81/2008, all’interno di ogni gruppo aziendale deve essere presente un RSPP. Di cosa parliamo quando chiamiamo in causa questo acronimo? Del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, una figura nominata dal datore di lavoro e adeguatamente formata per la gestione – non medica – dei rischi nell’ambito del luogo di lavoro.

RSPP: il datore di lavoro può ricoprire questo ruolo?

protezione

Risulta possibile che il RSPP sia il datore di lavoro stesso? Il testo normativo appena citato prevede questa eventualità, ma solo in casi particolari relativi a determinate caratteristiche aziendali.

Vediamo assieme quali:

  • Aziende attive nel settore dell’artigianato e dell’industria e con massimo 30 dipendenti;
  • Aziende attive nel campo della zootecnica e con massimo 10 dipendenti;
  • Aziende attive nel campo della pesca fino a 20 dipendenti;
  • Aziende attive in campi non compresi in quelli sopra elencati e aventi fino a 200 dipendenti.

Il RSPP può essere anche una persona esterna all’azienda, che deve essere in possesso di determinati requisiti teorici e pratici. La funzione del RSPP sia interno sia esterno è molto importante.

Come già ricordato non ha compiti di natura medica, ma l’obbligo di coordinare le prime fasi di gestione dell’emergenza e dell’urgenza, facendo in modo di salvaguardare la sicurezza del personale aziendale, senza dimenticare la tempestività di contatto con gli addetti professionisti al soccorso.

Il già citato testo legislativo 81/2008 è il punto di riferimento principale per quanto riguarda i compiti del RSPP. In particolare sono gli articoli 33, 34 e 35 a fornire una linea relativa agli obblighi del RSPP.

Questa figura deve:

  • Individuare i principali fattori di rischio connessi ai singoli luoghi di lavoro. Dopo questo step iniziale arriva il momento di stilare l’elenco delle principali misure preventive, senza dimenticare gli accorgimenti utili a migliorare la salubrità dell’ambiente in generale. Altro compito del RSPP espresso nell’articolo 33 è l’individuazione dei programmi di formazioni più utili per migliorare la conoscenza dei lavoratori in merito alla sicurezza in azienda.
  • Indire, almeno una volta ogni anno, la riunione periodica con il datore di lavoro, con il medico competente e con il RLS (Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza, una persona che, a seconda del numero di dipendenti, può essere eletta tra i lavoratori o solo tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali). Durante questo momento di confronto, obbligatorio per le aziende con più di 15 dipendenti, al centro dell’attenzione vi possono essere argomenti come la redazione del Documento Valutazione Rischi, ma anche l’organizzazione di misure per migliorare la protezione individuale dei lavoratori attraverso specifici comportamenti. In caso di cambiamenti importanti il RLS ha la facoltà di chiedere una riunione con il personale aziendale.

 

Corso RSPP: cosa sono e come si svolgono

La lezione  RSPP sono un obbligo normativo al quale bisogna fare riferimento per quanto riguarda la gestione della sicurezza sul lavoro che, come specificato nelle righe precedenti, deve essere affidata a personale in grado di gestire le prime fasi di situazioni sia di emergenza sia di urgenza, ottimizzando il livello di sicurezza, minimizzando i danni e rendendo il più breve ed efficace possibile il processo d’interazione con medici e paramedici.

La formazione del RSPP prevede lezione di 16, 32 o 48 ore. Il monte ore può variare a seconda che il rischio sul luogo di lavoro sia basso, medio o alto. Ogni lezione – forniremo dopo i dettagli di ciascun modulo – prevede percorsi sia teorici sia pratici riguardanti l’ambito giuridico, la prevenzione degli incendi, la prima gestione delle urgenze e la lotta antincendio.

In caso di imprese appena aperte, il datore di lavoro titolare dell’attività è tenuto a terminare il percorso base entro 90 giorni dalla formalizzazione della nascita dell’azienda.

Responsabile del servizio prevenzione e protezione

Chi può tenere i corsi RSPP?

Per le aziende è ormai obbligatorio informarsi in maniera dettagliata sulla sicurezza. Questo implica anche avere le idee chiare su chi può tenere i corso per RSPP.

  • Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano;
  • Realtà formative autorizzate dalle stesse Regioni e con alle spalle almeno due anni di esperienza sul campo;
  • INAIL;
  • Corpo nazionale o provinciale dei vigili del fuoco;
  • Enti bilaterali (definiti all’articolo 2, comma 1, lettera h), del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche e integrazioni), e gli organismi paritetici (definiti all’articolo 2 comma 1 lettera ee del D.Lgs. n. 81/08);
  • Fondi inteprofessionali attivi nel settore;
  • Associazioni sindacali a cui aderiscono i datori di lavoro o il personale aziendale;
  • Alte scuole della pubblica amministrazione.

Altro aspetto fondamentale che non può essere trascurato riguarda la formazione dei singoli docenti. Quali requisiti devono rispettare dal punto di vista formativo i docenti dei corsi RSPP? Chi esercita attività di docenza nel campo dei lezione per RSPP deve avere alle spalle almeno tre anni di esperienza nell’ambito dell’insegnamento e altrettanta nel campo della tutela della salute e della sicurezza, anche senza aver condotto percorsi di formazione.

I corsi RSPP prevedono tre moduli. Vediamo ora la differenza tra corso RSPP modulo A, lezione RSPP modulo B e corso RSPP modulo C.

Corso RSPP modulo A: tutto quello che c’è da sapere

Il modulo A del corso RSPP consta di 32 ore complessive, suddivise in 28 d’aula e in 4 di verifica. Si tratta del modulo base propedeutico alla frequentazione del B, il cui programma si differenzia in base al settore in cui è attiva l’azienda.

Il testo legislativo prevede che il percorso formativo completo si svolga in quattro giorni. Durante il primo giorno vengono forniti ai partecipanti nozioni in merito alla legislazione della sicurezza sul lavoro, con riferimenti alla tutela di specifiche categorie come le madri, i minorenni, i lavoratori atipici.

Dal secondo giorno in poi ci si concentra sull’aspetto della valutazione dei rischi, con focus specifici sulla classificazione. Il quarto e ultimo giorno di formazione è dedicato ad aspetti come la sorveglianza sanitaria, le misure di protezione individuale, le linee da seguire per formare e informare i nuovi assunti in merito alla sicurezza sul lavoro.

La consegna dell’attestato, che avviene a fronte del superamento di un esame e dopo aver frequentato almeno il 90% del monte ore, vale come idoneità per i moduli B e C.

Corso RSPP modulo B: tutto quello che c’è da sapere

Il modulo B della lezione RSPP ha come obiettivo la formazione specifica sulla base dei diversi settori aziendali. La durata del percorso varia da un minimo di 12 a un massimo di 68 ore (a questo monte ore ne vanno aggiunte 4 di verifica obbligatoria). Ecco come, sulla base del testo legislativo, è regolamentato il modulo B del lezione RSPP:

  • Modulo B9 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione-ASPP (Terzo settore -Uffici): 16 ore
  • Modulo B8 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (Istruzione Pubblica Amministrazione): 28 ore
  • Modulo B7 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione-ASPP (Sanità, Servizi sociali): 64 ore
  • Modulo B6 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (Commercio, artigianato, trasporti, magazzinaggio): 28 ore
  • Modulo B5 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (Raffinerie, industria chimica, gomma, plastica): 72 ore
  • Modulo B4 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (industrie manifatturiere, alimentari, produzione energia, smaltimento rifiuti, ecc.): 52 ore
  • Modulo B3 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (industrie estrattive, costruzioni): 64 ore
  • Modulo B2 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (pesca): 40 ore
  • Modulo B1 per responsabile del servizio di prevenzione e protezione e ASPP (agricoltura): 40 ore

Corso RSPP modulo C: tutto quello che c’è da sapere

Il modulo C è l’ultimo step del percorso di formazione del RSPP. Caratterizzato da una durata di 24 ore e aperto anche ai liberi professionisti, prevede quattro sotto moduli.

  • Modulo C1: in questo sotto modulo si affrontano i dettagli relativi alla pianificazione della sicurezza e si parla del controllo dell’efficacia delle decisioni prese.
  • Modulo C2: nel modulo C2 si approfondisce l’argomento delle comunicazioni con i soggetti che, assieme al RSPP, si occupano di sicurezza in azienda (Medico Competente, datore di lavoro, RLS).
  • Modulo C3: in questo sotto modulo si parla dei rischi di natura ergonomica.
  • Modulo C4: l’ultimo sotto modulo è incentrato sulla pianificazione delle strategie più utili per informare e formare il personale aziendale, ottimizzando di conseguenza la gestione globle delle situazioni di emergenza e urgenza.

 

Corsi aggiornamento RSPP

Il RSPP, dopo aver effettuato il percorso relativo ai moduli appena presentati, può esercitare le proprie funzioni all’interno dell’azienda e rispondere agli obblighi sopra ricordati.

Obbligatoria dopo 5 anni è la conclusione di un percorso formativo di aggiornamento, i cui contenuti devono differire rispetto a quelli affrontati durante i moduli. A quanto ammonta il numero di ore complessivo? Per una risposta a questa domanda è necessario fare riferimento ai settori Ateco e seguire questo schema:

  • 60 ore per RSPP di attività ricadenti nei macrosettori ATECO 3, 4, 5 e 7
  • 40 ore per RSPP di attività ricadenti nei macrosettori ATECO 1, 2, 6, 8, 9
  • 28 ore per ASPP di qualsiasi attività

Durante i percorsi formativi di aggiornamento – si ricorda che il monte ore appena specificato può distribuito nel corso del quinquennio e non deve essere per forza esaurito in un ristretto lasso di tempo – vengono affrontati approfondimenti teorici relativi alla normativa della sicurezza sul lavoro, alla gestione dei rapporti con gli organi esterni, alla valutazione dei rischi, all’evoluzione legislativa in merito alla gestione di casi specifici, come per esempio la situazione dei lavoratori autonomi.

L’aggiornamento RSPP datore di lavoro risponde a una normativa specifica prevista dall’accordo Stato-Regioni.

Corsi RSPP: come scegliere senza sbagliare

Come si sceglie la realtà formativa a cui rivolgersi per i corsi RSPP. Ecco qualche consiglio da tener presente:

  • Sopralluogo: il sopralluogo è essenziale per poter dare consigli professionali in merito alla gestione della sicurezza in azienda.
  • Possibilità di scegliere un consulte RSPP esterno: un vantaggio senza dubbio importante riguarda la possibilità di scegliere, nell’ambito di una realtà formativa e consulenziale, una figura RSPP esterna per la propria azienda. Questo professionista ha il compito di effettuare un sopralluogo annuale presso la sede dell’azienda, di essere presente in caso di visite ispettive, di partecipare alla riunione annuale prevista dall’articolo 35 della Legge 81/2008, di gestire le segnalazioni relative al controllo impianti.
  • Attenzione a nomine e incarichi: un vantaggio molto utile quando si sceglie la realtà a cui rivolgersi per i corsi RSPP è la scelta di un riferimento formativo che sia anche in grado di fornire consigli relativi alla gestione medico-sanitaria dei lavoratori (nomina del Medico Competente e dello psicologo del lavoro).
  • Attenzione all’ambito del primo soccorso: la gestione del primo soccorso è nodale quando si parla di sicurezza sul lavoro e di RSPP. Per questo motivo, al fine di fornire ai propri dipendenti il maggior numero di possibilità dal punto di vista formativo, può essere utile rivolgersi per i Corso RSPP Milano a una realtà che si occupa anche di somministrare nozioni formative pratiche e teoriche relative al primo soccorso.