Roghi in biblioteca: la furia dell’Isis distrugge secoli di cultura

Roghi in biblioteca: la furia dell’Isis distrugge secoli di cultura

Quando si parla d’incendi non si inquadra solo i roghi che coinvolgono il patrimonio boschivo: anche la cultura può essere distrutta dalle fiamme, portando alla distruzione un patrimonio umano di grandissimo valore. Purtroppo questo argomento è al centro dell’attenzione per via di numerose biblioteche saccheggiate da militanti dell’Isis.
Si parla di roghi in diverse biblioteche, che avrebbero distrutto più di 100.000 libri. A parlare di questa gravissima situazione è un articolo pubblicato sul quotidiano Indipendent, che focalizza l’attenzione soprattutto sulle biblioteche della città di Mosul, dove alcuni librai sarebbero stati anche ammazzati perché accusati di vendere libri cristiani.
I roghi hanno coinvolto anche un fondamentale tempio del sapere come la biblioteca centrale della città, contenente testi patrimonio Unesco.

Il principale centro bibliotecario della città di Mosul è stato inaugurato nel lontano 1921, e è già stato vittima di un fatale saccheggio nel 2003.

Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano Indipendent, gli incendi che hanno portato alla distruzione dei testi sarebbero stati provocati da esplosivi improvvisati.
Questa situazione ha destato indignazione a livello mondiale. In diversi contesti mediatici si parla già di rogo della ragione, soprattutto perché gli incendi hanno coinvolto biblioteche in una regione del mondo che per prima ha visto sorgere edifici adibiti alla raccolta di manoscritti narrativi e scientifici.
Il rogo della biblioteca di Mosul porta alla memoria altre ferite, purtroppo molto recenti, riguardanti gli effetti della furia bellica su luoghi adibiti alla cultura.

La memoria torna per esempio all’assedio di Sarajevo nel lontano 1992, quando l’antica biblioteca della città venne divorata dalle fiamme per via delle cannonate dell’artiglieria serba.
La biblioteca di Mosul è stata prima saccheggiata e poi data alle fiamme.

Gli attivisti dello Stato Islamico hanno portato via circa 2000 volumi, da libri di poesia a storie per bambini, tutti libri considerati contri ai dettami dell’Islam.
La storia è piena di roghi di libri: incendiare quelli che sono i principali simboli della diffusione della cultura è diventato un gesto molto comune, così tanto da essere fermato su quadri e altre rappresentazione iconografiche (chi non ha mai visto almeno un dipinto dedicato ai roghi di libri in qualsiasi parte del mondo?).
Antica Roma, Germania nazista, golpe cileno del 1973: sono tante le immagini più o meno recenti legate ai roghi di libri, e al tentativo di eliminare quelle “voci contro” che stavano diventando troppo alte per essere ignorate in quelle che sono state dittature laiche a tutti gli effetti.
La storia si ripete, e purtroppo portando in primo piano situazioni davvero tristi, proprio perché accadono in una terra che è stata il cuore pulsante dell’inizio della condivisione culturale.

Gli incendi danneggiano il patrimonio ambientale, ma è importante non dimenticare anche quanto possano essere pericolosi per i nostri tesori culturali, che devono essere salvaguardati da qualsiasi tipo di fanatismo.

Incendi isi