Incendi a Chernobyl: altissimo il rischio di radioattività

Altissimo il rischio di radioattività

Sono passati quasi tre decenni dall’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, ma la situazione sembra essere tornata a un livello estremamente grave. Per quale motivo? Per una serie d’incendi che hanno iniziato a divampare nelle foreste dell’Ucraina il 26 aprile, a pochi giorni dal ventinovesimo anniversario della tragedia che ci ha fatto capire quanto la mano dell’uomo sulla natura possa provocare disastri di grandissime dimensioni.radioattività

Il Primo Ministro del Paese ha subito sorvolato la zona, per controllare personalmente le operazioni di contenimento, che sono andate avanti per diversi giorni in maniera praticamente ininterrotta.

Gli incendi rappresentano un grande problema per le zone ad alto tasso di radioattività, come è quella di Chernobyl nonostante l’incidente al reattore sia ormai entrato nella nostra memoria storica (facciamo fatica a renderci conto di quanto gli effetti di quell’esplosione siano ancora in parte attorno a noi ogni giorno).

Per quale motivo succede questo? Perché negli strati del terreno sono depositate sostanze altamente radioattive, come per esempio il cesio 37 e il plutonio 239. La natura mantiene una sorta di memoria di ogni avvenimento che ha luogo in un determinato luogo e gli incidenti nucleari lasciano traccia anche dopo tanti anni.

 

Ad aggravare la situazione c’è il fatto che le fiamme sono divampate da una zona non così lontana dal sito principale, a circa 20 km di distanza. Gli incendi in questione arrivano dopo una valutazione avvenuta nei primi mesi dell’anno, durante la quale è stato messo in atto un percorso tecnico con l’obiettivo di capire l’effettivo rischio di dispersione di materiali radioattivi in caso d’incendio.

Cosa hanno portato in evidenza i risultati? Il fatto che, in caso d’incendi importanti, l’entità della dispersione di materiale radioattivo sarebbe vicina a quella d’incidenti nucleari di portata storica, come appunto quello di Chernobyl e quello al reattore di Fukushima in seguito al terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone nel 2012.

Quando si parla di gravità degli incidenti nucleari si inquadrano i parametri della scala INES (International Nuclear Events Scale), nella quale le due tragedie appena ricordate sono collocabili a un livello 7.

Poco più di una settimana è passata dall’inizio degli incendi, ma già la questione è stata trattata dai media di tutto il mondo: la preoccupazione di un ulteriore aggravamento della situazione nella zona è molto alta, e anche diverse associazioni ambientaliste hanno fatto sentire la loro voce preoccupata per la sorte di una terra martoriata, che continua a essere al centro dell’attenzione quando si parla di ambiente e di radioattività (le radiazioni legate a incendi precedenti a questi sono addirittura arrivate in Turchia).

A questo punto non resta che sperare in un contenimento celere della situazione, in modo da evitare ulteriori danni.