Confusione Mentale in testa , Sintomi e casue !

Confusione Mentale in testa , Sintomi e casue !

Con la locuzione “confusione mentale” si intende un disturbo psicologico caratterizzato da alterazioni cognitive e della coscienza; chi è confuso non ricorda il proprio nome, l’età, la data e ha difficoltà nel riconoscere le persone. A ciò si affiancano, quindi, una sensazione di disorientamento, difficoltà nel mantenere l’attenzione, nel ricordare e nel prendere decisioni.
Alcune persone confuse possono avere un comportamento strano e insolito o agire in modo aggressivo.

Spesso, alla base del problema, si cela uno stress mentale cronico che si ripercuote sulle capacità del soggetto di pensare o agire in maniera lucida, impedendogli di relazionarsi con gli altri; a questo si associa uno stato di ansia che attanaglia l’individuo fino a sfociare in disturbi psicologici, come mancanza di attenzione, insonnia, ma anche fisici, quali capogiri, vertigini e tremori.

Un altro fattore che, di frequente, risulta determinante nell’insorgenza di stati confusionali è rappresentato dalla depressione, in cui l’abbattimento psicologico arriva ad alterare le funzioni cognitive, fino a determinare un vero e proprio disorientamento spazio-temporale.

Altre cause possibili alla base della confusione mentale sono:
energia mentale Abuso di alcol e droghe
• Tumore al cervello
Traumi o lesioni alla testa, possono causare un’alterazione del giudizio, della coordinazione e della parola.
Febbre
• Sbilanciamento di liquidi ed elettroliti: la mancata reidratazione può determinare confusione, convulsioni ed, infine, coma.
Patologie in soggetti anziani
• Malattie neurologiche
• Infezioni
• Privazione del sonno
• Bassi livelli ematici di zuccheri
• Bassi livelli di ossigeno
• Farmaci, come gli antiacidi, che causano il blocco di alcuni neurotrasmettitori, o i chemioterapici, che causano, spesso, danni alle cellule neuronali.
• Carenze nutrizionali, in particolare niacina, tiamina, vitamina C, vitamina B12 e magnesio, che alterano le prestazioni cognitive.
• Convulsioni
• Improvvisa caduta della temperatura corporea (ipotermia)

L’insorgenza può essere rapida (acuta) o graduale, a seconda della causa; molte volte, è temporanea, altre volte è permanente e non curabile. È molto più comune negli anziani e, spesso, si verifica durante un soggiorno in ospedale o inseguito al ricovero nelle case di cura.
I sintomi della confusione mentale includono i seguenti:

• Un livello alterato di coscienza o consapevolezza
• Disturbi dell’attenzione
Problemi di memoria
• Pensiero e discorsi disorganizzati, poco comprensibili e privi di senso
• Disorientamento nel tempo e nello spazio, stordimento e alterazione della percezione.
• Inversione del giorno e della notte
• Difficoltà a scrivere, disegnare o a trovare parole
Cambiamenti di personalità
Stanchezza e torpore mentale
• Depressione
• Allucinazioni
• Senso di irrequietezza, ansia, disturbi del sonno o irritabilità
Se non curata, la patologia può cronicizzare, causando complicazioni gravi e permanenti, quali: paralisi corporea, difficoltà nella deglutizione, deficit cognitivo irreversibile, alterazioni della personalità, incoscienza e, infine, coma.

DISTURBI PSICOSOMATICI: Testa confusa e pesante

stato confusionale

L’ansia, lo stress, la depressione rappresentano, spesso, la causa scatenante di disturbi psicosomatici che interessano l’apparato neurologico, determinando un accumulo di tensione a livello dei muscoli cervicali che si manifesta con pesantezza e confusione alla testa.
Stress cronici, di natura emotiva e psicologica, causano, infatti, una iperattivazione del sistema nervoso simpatico che mantiene la muscolatura cervicale costantemente in tensione; l’accumulo di rigidità, in corrispondenza dei muscoli cervicali, li rende deboli, affaticati e incapaci di sostenere il peso della testa. Questo si traduce, per il soggetto, in una sensazione di pesantezza costante.
Anche un trauma alla testa o deficit metabolici possono impattare sul funzionamento della muscolatura scheletrica, causandone irrigidimento.
Inoltre, l’eccessiva tensione dei muscoli cervicali e del collo può provocare altri sintomi quali vertigini e sensazioni di confusione alla testa.
Di frequente, questi soggetti, lamentano anche altri sintomi, come:

• vista offuscata, dovuta soprattutto ad ipoglicemia, ipotensione ortostatica e che, a sua volta, può determinare vertigini, difficoltà respiratorie e svenimenti;
• capogiri al risveglio e mancanza di equilibrio
• disorientamento
• nausea: i disturbi psicologici vengono, spesso, somatizzati, determinando l’accumulo di tensione, a livello gastrico, che si traduce nella comparsa della sensazione di nausea.

Diagnosi , Trattamento e gestione del Paziente

La diagnosi, da parte del medico, viene effettuata attraverso un esame fisico e del sangue; il soggetto sarà, poi, sottoposto ad un esame neurologico, un esame dello stato mentale e della funzionalità cognitiva, per valutare la memoria e il livello di attenzione, e un test per valutare le capacità motorie. In base ai risultati, il medico può, infine, raccomandare altri test, come, ad esempio, le scansioni del cervello, per rilevare l’eventuale presenza di danno neuronale.

Data l’importanza dei sintomi, sapere come agire e come comportarsi, difronte ad un soggetto in stato confusionale, risulta rilevante.
Per i casi di confusione lieve causati da squilibri nutrizionali, disidratazione o privazione del sonno, è possibile il trattamento domiciliare. Ad esempio, per una confusione causata da un calo degli zuccheri nel sangue, sarà sufficiente somministrare al soggetto una bevanda zuccherina o uno spuntino dolce, per alleviare i sintomi; se, invece, la confusione è causata dal una disidratazione, l’acqua potabile o le bevande elettrolitiche possono contribuire a migliorare la situazione. Qualora perdurasse per più di dieci minuti, occorre l’intervento medico.
Inoltre, se la confusione insorge in seguito ad un infortunio alla testa, improvvisamente in soggetti diabetici, o la persona perde conoscenza, è importante rivolgersi immediatamente ad un medico. Lo stesso deve essere contattato qualora si presentino, in concomitanza, altri sintomi quali:
Pelle fredda o sudata
• Vertigini o sensazione di svenimento
• Tachicardia
Febbre
• Mal di testa
• Respirazione lenta o rapida
Tremore

Nella gestione del paziente, è consigliabile:
Non lasciarlo mai solo
• Tenere un calendario e un orologio vicino, per favorire l’orientamento
• Parlare di eventi e piani per la giornata
• Mantenere un ambiente calmo, tranquillo e ben illuminato
• Utilizzare degli aiuti sensoriali, se necessario (occhiali, apparecchi acustici)
• Evitare trasferimenti multipli
• Ripristino di modelli di sonno normali
• Incoraggiare le visite da amici e familiari
È, inoltre, importante prevenire le complicazioni, evitando la disidratazione e la malnutrizione (attraverso il giusto apporto di liquidi, vitamine e minerali), proteggendo l’apparato respiratorio e rinforzando il sistema immunitario.
Nella cura dei sintomi, si ricorre, spesso, ai rimedi omeopatici, fitoterapici o all’integrazione nutrizionale.
• Per il trattamento dell’ansia è possibile l’utilizzo di integratori amminoacidi a base di istidina, triptofano, glicina e taurina, che hanno un effetto calmante e rilassante; in fitoterapia, sono molto utilizzate tisane a base di passiflora, camomilla e melissa, tiglio e biancospino, aventi effetto sedativo sul sistema nervoso centrale. Tra i rimedi omeopatici spiccano i Fiori di Bach, l’Argentum nitricum e l’Arsenicum album.
• Per la cura della depressione, si ricorre, spesso, all’integrazione di vitamine del gruppo B, infusi di fiori di camomilla o valeriana, tintura madre di Hypericum perforatum, ma anche Fiori di Bach, Ignatia amara e Arnica.
• Per la gestione dello stress, è importante un’integrazione a base di magnesio e vitamine del gruppo B; le piante in grado di migliorare le condizioni psicofisiche sono Passiflora, Rodiola, Iperico e Semi di Betulla. Tra i rimedi omeopatici, i più efficaci sono a base di Argentum nitricum, Arsenicum album, Ambra e Ignatia amara.
• Nel trattamento dell’insonnia, si utilizzano integratori a base di melatonina, ma anche Valeriana, Escolzia, Luppolo e Fiori di Bach.
• Per combattere la stanchezza cronica e la sensazione di astenia, si fa, spesso, ricorso ad adattogeni vegetali, quali Ginseng, Rhodiola, Acai, oli essenziali e gemmoderivati, come i semi di Betulla.
• In caso di vertigini, è frequente l’uso di piante ad azione calmante quali Melissa, Lavanda, Biancospino, ma anche oli essenziali e rimedi omeopatici, tra cui Gelsemium, Argentum nitricum e Aconitum napellus.

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ACCORGIMENTI PER PREVENIRE IL DISTURBO

É possibile una prevenzione dell’insorgenza di stati confusionali mediante:
riduzione dell’alcool
• dieta equilibrata, con il giusto apporto di vitamine e minerali
• sonno sufficiente
• controllo della glicemia, soprattutto per i diabetici
• eliminazione del fumo

DELIRIUM, O STATO CONFUSIONALE ACUTO: CAUSE POSSIBILI E SINTOMI

Quando la confusione mentale si sviluppa in maniera rapida e brusca, con episodi transitori e fluttuanti di perdita dello stato di coscienza, si parla di stato confusionale acuto (o delirium). Si tratta di uno stato in cui i pensieri, le espressioni e le azioni sono irregolari, incoerenti e spesso aggressive; il paziente alterna momenti di iperattività e agitazione a stati di sopore e sonnolenza profonda.
Esistono tre tipi di stato confusionale acuto:
Ipoattivo, in cui il soggetto agisce in maniera assonnata o ritirata, facilmente confondibile con la depressione;
• Iperattivo, in cui l’individuo risulta estremamente agitato, spesso confusa con la schizofrenia;
• Misto, se alterna entrambi i tipi.
In tutti e tre i casi, è frequente il verificarsi di allucinazioni e illusioni.
Inoltre, in base al tipo di insorgenza, si distingue in:
• prevalente, già presente al momento del ricovero del paziente,
• incidente, se insorge durante il ricovero,
• persistente, se non guarisce completamente e porta, in maniera progressiva, ad un deterioramento cognitivo (demenza).

farmaci

Alla base della patologia ci sono dei fenomeni di tipo ipossico, metabolico, infiammatorio delle reazioni neuro-chimico a livello cerebrale che scatenano alterate reazioni neuro-endocrine le quali si ripercuoto a livello degli organi.
Il delirium si presenta in maniera aspecifica, a tutte le età, in individui predisposti, già affetti da altre patologie ed è molto più frequenti in soggetti anziani.
Fattori predisponenti e immodificabili sono:
• Età, per una maggiore vulnerabilità del sistema immunitario),
• Fragilità, soprattutto ossea
• Deficit sensoriali (visivi o uditivi)
• Disturbo cognitivo già in atto
• Presenza di patologie
La comparsa di stati confusionali acuti è dovuta, inoltre, a diversi fattori di rischio, modificabili:
Cause neurologiche e intracraniche (ictus, ischemia, lesioni cerebrali traumatiche, encefalite, epilessia, meningite, ecc.);
Infezioni (polmoniti, infezioni urinarie, sepsi);
Cause cardiologiche (infarto miocardico, insufficienza cardiaca, interventi cardiaci)
• Cause respiratorie (embolia polmonare, ipossia)
• Squilibri elettrolitici (disidratazione, insufficienza renale, iposodiemia, che causano alterazioni dei volumi ematici);
• Cause endocrine e metaboliche (cachessia, morbo di Cushing, insufficienza renale cronica, disfunzione della tiroide)
• Deficit nutrizionali, di tiamina, di vitamina B6, B12 e folati
• Farmaci, in particolare quelli con effetti collaterali anticolinergici, antidepressivi, farmaci antiparkinsonici, sedativi, che hanno effetti a livello del sistema nervoso;
• Immobilità, successiva a fratture
Cause psicologiche (depressione, stress, terapia intensiva);
• Cause post-operatorie (ipotensione, ipossia cerebrale, dolore, sbilanciamenti idro-elettrolitici);
• Assunzione di alcol, sostanze stupefacenti e sedative;
Riducendo tali fattori di rischio è possibile prevenire la patologia.

I pazienti mostrano disturbi di breve durata (solitamente da ore a giorni) e con la tendenza a fluttuare nel corso della giornata, quali:
• Disturbi della coscienza, come senso di confusione mentale, ridotta capacità di concentrarsi, sostenere o spostare l’attenzione, ridotta consapevolezza dell’ambiente circostante.
Disturbi cognitivi, come vuoti di memoria, disorientamento, disturbo della lingua
• Disturbi percettivi e psicomotori: attività motoria elevata o ridotta (letargia, rallentamento)
Disturbi dell’umore
• Insonnia e alterazione del ciclo sonno/veglia
• Stanchezza
Allucinazioni
• Disturbi del comportamento, come senso di persecuzione, senso di abbandono, depressione, ansia.
Gli stessi sintomi compaiono anche nella demenza; la diagnosi differenziale è rappresentata dal diverso tipo di insorgenza che, nel caso della demenza, non è brusca e fluttuante ma progressiva, con vuoti di memoria iniziali, fino a disturbi comportamentali e psicotici.

DIAGNOSI, TRATTAMENTO E GESTIONE DEL PAZIENTE

La diagnosi di stati confusionali acuti prevede, dapprima, un’attenta valutazione dei parametri vitali, al fine di individuare un problema di ipossiemia o shock; a ciò, si aggiunge la ricostruzione della storia clinica del soggetto, la familiarità con malattie psichiche e l’uso di alcol, droghe o farmaci.
La fase successiva prevede l’osservazione di eventuali disturbi dell’attenzione, dei deficit cognitivi, di pensieri e discorsi incoerenti e disorganizzati; si procede, infine, con l’osservazione del livello di coscienza alterato, dell’alterazione del ciclo sonno/veglia, dei disturbi percettivi (illusioni, allucinazioni) e dei disturbi psicomotori (iperattivi, ipoattivi).
I criteri diagnostici sono essenzialmente quattro:
• Disturbi della coscienza: confusione, mancanza di attenzione;
• Alterazioni cognitive: della memoria, del linguaggio, dell’orientamento, o disturbi percettivi;
• Manifestazione del disturbo in tempi brevi e con andamento fluttuante nell’arco della giornata;
Comparsa del disturbo in seguito ad insorgenza di una patologia generica.

Lo stato confusionale acuto è causa di sofferenza, non solo per chi ne è affetto, ma anche per i famigliari e per chi gli sta attorno; nel progredire, infatti, può determinare perdita di autonomia, cadute, incontinenza.
Il disordine è associato ad alto rischio di morbilità e mortalità e necessita, per cui, di un in intervento tempestivo al fine di prevenire i danni cerebrali permanenti e i rischi di salute che possano pregiudicare la vita del paziente.
Il trattamento dello stato confusionale acuto si pone, quindi, come obiettivo quello di preservare la capacità cognitiva futura.
Il trattamento non farmacologiche prevede:
• stabilizzazione dei parametri vitali (ossigenazione, frequenza cardiaca, pressione, saturazione dell’ossigeno, ecc.)
evitare la somministrazione di farmaci che provocano confusione (anticolinergici, analgesici oppiacei, steroidi)
• mantenere un corretto bilancio idroelettrico
• ripristinare i cicli di sonno/veglia
mantenere una dieta corretta e bilanciata, con il giusto apporto di proteine, vitamine e sali minerali, somministrati, se necessario, per via parenterale;
• prevenire le possibili complicanze
• comunicazione e rassicurazione dell’individuo
ridurre lo stress e i fattori stressogeni
• mobilizzare il paziente e favorire l’attività fisica, per evitare la sindrome da allettamento e le piaghe da decubito;
incoraggiare l’autonomia e l’autosufficienza
• evitare l’isolamento sociale
• collaborazione e presenza dei familiari
L’ambiente deve essere calmo e tranquillo, giustamente illuminato e privo di rumori forti e improvvisi.
Nelle linee guida, si predilige una terapia non farmacologica; i farmaci sono controindicati e riservati solo a situazioni di elevata agitazione, per la sicurezza del paziente e dei familiari, in cui è prevista la somministrazione di piccole dosi di neurolettici. Tra questi, è molto utilizzato l’Aloperidiolo, sia per l’elevata efficacia che per i minimi effetti collaterali di tipo anticolinergico ed ipotensivo. Viene somministrato per via orale, intramuscolare o endovenosa. I dosaggi variano a seconda del paziente.
Altri farmaci efficaci nel trattamento dello stato confusionale acuto sono gli Antipsicotici Atipici (o antipsicotici di seconda generazione), utilizzati anche nel trattamento di schizofrenia e disturbi d’ansia o depressione.
Le benzodiazepine, invece, non andrebbero mai utilizzate se non in soggetti in astinenza da alcol o da farmaci sedativi.
Altri rimedi molto utilizzati nella cura dei sintomi sono quelli omeopatici.

ACCORGIMENTI PER PREVENIRE IL DISTURBO

La prevenzione del disturbo è possibile controllando alcuni fattori di rischio:
alcool Evitare l’uso di farmaci anticolinergici
• Evitare l’abuso di alcol
• Seguire una dieta bilanciata, con il giusto apporto di liquidi e nutrienti
• Evitare l’ipossia
• Correggere i disturbi sensoriali, se presenti
• Mantenere un ambiente calmo e ben illuminato al fine di conservare il ciclo sogno/veglia