Auto incendiate a Città Studi

Ancora vandali a Milano

Nella memoria dei milanesi e non solo è ancora fissa la situazione del corteo No Expo del 1 maggio, degenerato in atti di vandalismo da parte dei gruppi antagonisti che hanno incendiato auto, distrutto vetrine di negozi e procurato più di un milione di euro di danni alla città.

no expo

Nella memoria dei milanesi e di tutta Italia è ancora viva anche l’immagine dell’iniziativa che, due giorni dopo questi incresciosi fatti, ha portato per le strade più di ventimila cittadini pronti a pulire gli spazi urbani.

Dopo questa situazione mediatica è bastato poco tempo perché gli incendi ritornassero al centro dell’attenzione sotto la Madonnina. Nella notte tra domenica e lunedì sono state infatti date alle fiamme ben quattro auto.

Dove? Nella zona Città Studi, centro nevralgico per via della presenza dei dipartimenti delle facoltà scientifiche dell’Università Statale. Quattro auto in Via Botticelli sono state date alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì appena trascorso.

I residenti hanno dato l’allarme, facendo in modo che intervenissero i pompieri in quello che si è rivelato un contesto di emergenza da non trascurare, dal momento che avevano preso fuoco pure alcuni cestini.

Sul fatto sono in corso indagini da parte della Polizia municipale. Sono giorni difficili questi per Milano, che deve riportare in alto la sua immagine dopo incidenti che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini e dei numerosi turisti già accorsi per Expo. Sono stati diversi i racconti ai giornali relativi alla manifestazione del 1 maggio e alle auto incendiate.

Tra i tanti si può ricordare quello di un piemontese, che parlando con uno dei quotidiani più autorevoli della sua regione ha raccontato di essere arrivato a Milano con l’obiettivo d’incontrare un amico e di fare una passeggiata sui Navigli.

Al ritorno dal piacevole intermezzo la situazione è stata tragica. Prima alcuni black bloc hanno preso a calci la sua auto, poi sono partite le fiamme. L’uomo ha detto di non essere riuscito a riconoscere i colpevoli e di aver ricevuto le scuse del vicesindaco di Milano che percorreva le strade del centro cittadino in piena guerriglia.

Carroatrezzi, denuncia e ritorno in Piemnonte con un bruttissimo ricordo: questa una delle tante storie delle persone che hanno visto i propri beni e parte del proprio lavoro andare distrutto o incendiato il 1 maggio 2015 a Milano, in quella che avrebbe dovuto essere una manifestazione importante a livello sociale per via dei temi trattati e proprio per questo da gestire con estrema attenzione alla sicurezza.

Le fiamme hanno devastato Milano all’inizio di un percorso di grande importanza come l’Expo e la speranza è che davvero certe situazioni non si vedano in più, in quanto rappresentano dei fatti disonorevoli per l’immagine della città oltre che un rischio per la sicurezza delle persone.